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King Kong è un gigantesco gorilla del cinema americano apparso per la prima volta in un film del ’33 e riproposto successivamente anche in altre pellicole, tra sequel, reboot e remake. Di chi o di cosa questo King Kong voleva essere la rappresentazione lo scopriamo in una bellissima scena di Inglorious Basterds, ennesimo capolavoro del maestro del cinema Quentin Tarantino.

sono la storia della schiavitù?. nein nein

allora devo essere King Kong!

In effetti King Kong sembrava proprio quello, a partire dalle fattezze inequivocabilmente riconducibili alle fisionomie tipiche degli abitanti del continente africano, sino alla trama nella sua totalità.

Un ambizioso regista interessato solo al successo riesce nell’impresa di trascinare un seguito di attori e tecnici su di un’isola sperduta e ancora inesplorata con l’aito di esploratori e cacciatori professionisti.

giunti sul posto si imbattono in un’antica tribù che rapirà la bellissima attrice protagonista per offrirla in dono al re indiscusso del mondo, Kong.

 

La prima volta che lo vidi fu da piccolino nel remake degli anni ’70 con protagonisti metteuw modine e jessica lange e carlo rambaldi autore degli effetti speciali. Ad oggi quella pellicola non viene ricordata benissimo tra i cultori ma per me in quel momento fu importante perchè mi fece conoscere uno dei mostri più dirompenti ed emblematici dell’immaginario fantastico.

Ricordo in particolare una scena , forse da un trailer in cui la mano gigante di kong afferrava qualcuno.

Da bambino ripetevo quella scena rapendo alcuni masters appoggiati sul letto indossando un guanto nero da sci rubato a mio padre che trasformava la mia mano in quella di king kong.

nel corso della vita ho avuto modo di recuperare i primi film e guardare tutte le latre vesrioni fino alle più recenti.

L’unico film che rispetto è il remake di peter jackson con protagnisti adrien broody, un grottesco jack black e la bellissima Naomi Watts.

Considero il remake di Peter Jackson un capolavoro assoluto ed è evidente tutto l’amore e il rispetto riversati dal regista in questa pellicola.

Ho ammirato moltissimo anche la scelta di ambientare il film negli anni ’30 come l’originale. La considero una scelta coraggiosa in un ambiente dove tutti si spintonano per riadattare personaggi classici a quello che è il mondo moderno fatto di tecnologia e immagini patinate.

Scelta quest’ultima che, personalmente, trovo assolutamente inappropriata e dai risultati spudoratamente ridicoli, come accade in tutti i film di supereroi.

Del King Kong di Jackson ho amato molto anche il finale. chiaro e pulito come le ultime parole del protagonista: Non sono stati gli aerei , è stata la bella a uccidre la bestia.

 

nel film si fa riferimento a un proverbio arabo  che  ci ricorda ,ancora una volta, nell’arte, quanto indispensabile e al tempo stesso impossibile sia descrivere una cosa come l’amore.

Amore come espressione più selvaggia  dell’indomabilità dei sentimenti , amore come la cosa più dirompente fra tutte le cose

Quand’ecco la Bestia vide in volto la Bella

 

e la Bella fermò la Bestia

 

 

che da quel giorno in poi

 

 

 

 

 fu come morta.